Arredare un ufficio open space

Arredare un ufficio è una questione seria. Talmente seria da spingere l’architetto Jean Nouvel a sviluppare un progetto dedicato all’abitare l’ufficio. Abitare in ufficio? Non si tratta di abitarci, bensì di creare un ambiente lavorativo vivibile.
Jean Nouvel non è un architetto qualunque: tra i suoi lavori troviamo il Louvre di Abu Dhabi, la Filarmonica di Parigi, l’estensione del MoMA di New York e il Museo Nazionale del Qatar. Una star internazionale dell’architettura, che per l’edizione numero 52 del Salone Internazionale del Mobile presenta un progetto innovativo, ospitato all’interno del SaloneUfficio. La filosofia attorno a cui si sviluppa il “Progetto: ufficio da abitare” è la creazione di ambienti lavorativi in cui sia piacevole vivere e lavorare: soluzioni a misura d’uomo, funzionali, comode e rispettose dell’ambiente e dell’individuo.
I progetti presentati sono cinque: inedite situazioni lavorative ricavate da ambienti eterogenei. Ne ho scelta una, per analizzarla e “concretizzarla” attraverso delle proposte d’arredo.
Arredare un ufficio open space in questo caso diventa un gioco di incastri che porta alla creazione di un “paesaggio” incastonato nelle dimensioni umane dell’ambiente di lavoro. Piccole montagnette di scaffali e cubi componibili sanciscono gli spazi di lavoro di ciascuno, senza dividere nettamente. Un grande ufficio open space che possiamo interpretare citando il suo creatore, per il quale “bisognerebbe inventare spazi impregnati di generosità [...] e proporre un linguaggio poetico, un progetto di libertà.”
Per arredare un ufficio open space con gusto e funzionalità è necessario scegliere arredi pensati per “arredare decorando”: belli da vedere e polifunzionali.
Una scrivania direzionale come Deck con Servente riunisce tutti gli elementi necessari a creare una postazione di lavoro completa: l’ampio piano della scrivania si unisce all’elemento servente, che oltre ad offrire un ulteriore appoggio, include una cassettiera e dei vani libreria. Una scrivania a tutto tondo, utilizzabile su tutti i lati ed assolutamente ottimizzata.
Nell’area meeting un tavolo da riunione in vetro nero come Executive è una soluzione di estrema eleganza, caratterizzata da inconfondibili gambe tubolari.
Per l’area operativa è stata scelta un’unica ampia composizione di scrivanie sagomate con dattilo modello Start Sagomata, che vanno a creare una serie di postazioni da personalizzare con gli accessori desiderati. Jean Nouvel sottolinea infatti l’esigenza di abitare gli uffici come si abita la propria casa: “bisognerebbe inventare spazi [...] che accolgano universi e personalizzazioni di ciascuno”. Per questo motivo l’utilizzo di contenitori su ruote è un’ottima idea per dividere le postazioni di lavoro, per permetterne lo spostamento, e per un ufficio in continua trasformazione.
Proprio come in una casa, per arredare un ufficio open space è indispensabile sfruttare al meglio tutti gli spazi. Oltre all’area operativa a parete è necessario pensare a soluzioni per utilizzare l’area a centro stanza. Nel progetto di Jean Nouvel vediamo librerie che sembrano composte da moduli asimmetrici accatastati in modo casuale. La libreria componibile Wally offre moduli di varie altezze e dimensioni, che permettono la creazione di soluzioni praticamente su misura. Inoltre, grazie alla possibilità di aggiungere delle ruote, il “paesaggio” del nostro ufficio open space può essere modificato in qualsiasi momento.

L’idea trasmessa dal progetto di Jean Nouvel è arredare un ufficio open space senza regole tradizionali, dove ognuno può personalizzare il proprio spazio: “l’eterogeneità contamina anche i materiali, dall’alluminio al legno, cuoio e plexiglas e accoglie altri mobili, altre estetiche”.

[FONTE: “Progetto: ufficio da abitare: Jean Nouvel ai Saloni 2013″ comunicato stampa del 07 febbraio 2013 emanato dal Cosmit]

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