Sedie ufficio tra ergonomia e design

È innegabile: per chi lavora in ufficio sono quasi più le ore passate alla scrivania che quelle tra le mura domestiche. È quindi importante scegliere i complementi d’arredo giusti che ci consentano di rendere il tempo dedicato al lavoro il più piacevole possibile. In particolare il complemento d’arredo che merita maggior attenzione, soprattutto per le conseguenze che porta con sé, è la sedia da ufficio.
È infatti necessario ricordare come la scelta della sedia da ufficio non sia soltanto una scelta dettata da motivi estetici ma anche ergonomici. Perché una sedia dev’essere bella in termini estetici e comoda, dove comoda significa “ciò che provoca benessere”. E ciò che vale per le sedie in generale vale in maniera ancora più forte per le sedie da ufficio.
Per questo ArredaClick.com ha inaugurato una nuova categoria dedicata proprio alle sedie ufficio all’interno della quale è possibile trovare sedie ufficio di tutte le tipologie, dai modelli più classici ed istituzionali a quelli più freschi e con un occhio di riguardo al mondo del design.
La sedia da ufficio Pixel, dal design moderno, è sicuramente molto elegante e riprende i tratti caratteristici della sedia operativa: basamento a razze con ruote, imbottitura in  resina espansa e ai braccioli in poliuretano. La comodità dell’utente è senza dubbio il principio guida con il quale questa sedia è stata disegnata: dotata di seduta, supporto lombare e poggiatesta regolabili in altezza; i braccioli possono essere regolati in larghezza e inclinazione e lo schienale lascia la schiena di chi la occupa libera di respirare.
Rappresenta senz’altro la soluzione più tradizionale di seduta in uffici ed ambienti di lavoro, ma non per questo l’unica:Sedia Ufficio SohoSedia Ufficio Diva GRQueste due sedie sono la dimostrazione che operatività e design sono due concetti che possono coesistere: entrambe le sedie sono girevoli e dotate della struttura a razze con ruote che caratterizza le sedie da ufficio e contemporaneamente hanno un design ed una personalità molto forte.
La sedia Soho è dotata di meccanismo per la regolazione in altezza, e la struttura in faggio rivestito rappresenta una soluzione che unisce alla piacevolezza estetica la comodità.
La sedia Diva Gr, girevole e regolabile in altezza, si caratterizza per il design accattivante, le tinte vivaci che assume la scocca e la forma conica della stessa fanno della sedia da ufficio Diva Gr la protagonista assoluta del contesto in cui è inserita.

Plastica e design: arredi in trasparenza

A partire dagli anni ’60, l’arredamento ed il design si sono rivolti, sempre più spesso ed in maniera sempre più decisa, al mondo delle materie plastiche per potersi esprimere. Il progetto della prima sedia in plastica risale addirittura al 1950, e si trattava di una seduta realizzata in policarbonato.
Il policarbonato è un polimero scoperto sul finire degli anni Venti che iniziò, però, ad essere sfruttato solo negli anni ’60. A partire da questo periodo ha visto crescere in maniera impressionante il suo utilizzo per le proprietà di trasparenza e resistenza, sia termica sia meccanica, praticamente in ogni ambito.
Contemporaneamente l’arredamento stava vivendo il suo periodo pop e quindi l’esplosione dell’utilizzo della plastica non poteva trovare terreno più fertile.
Per la trasparenza era però necessario aspettare ancora del tempo, finchè nel 1998 Philippe Starck disegnò Le Marie, la prima sedia al mondo completamente trasparente, realizzata in policarbonato trasparente.
Dal quel momento in avanti la trasparenza smise di essere associata al solo vetro, materiale splendido ma inadatto a certi contesti per costi elevati e fragilità, e vennero utilizzati sempre più spesso i materiali plastici come ad esempio il metacrilato, la più trasparente tra tutte le materie plastiche, che eccelle per rigidità, resistenza all’invecchiamento, eccellente facilità di lavorazione e possibilità di ottenere una vastissima gamma di colorazioni: tutte caratteristiche eccezionali per la realizzazioni di sedie, tavolini, ma anche tavoli e strutture per lampade e divani.Particolare che evidenzia la trasparenza

Il particolare che ho qui voluto evidenziare del tavolo Oste sottolinea ed evidenzia il grado di trasparenza che il metacrilato è in grado di offrire.
La trasparenza totale del tavolo permette di creare notevoli giochi di luci ed effetti cromatici accostandovi, per esempio, un lampadario a sospensione oppure una sedia trasparente, come la sedia da cucina Kai.

La seduta in metacrilato dona un tocco di modernità anche agli arredi più classici e si sposa perfettamente in un ambiente fresco e luminoso.
Ho scelto la sedia Kai per ribadire un’altra caratteristica di questo polimero: la possibilità di ottenere una vastissima gamma di colorazioni e di lavorazioni differenti. In un’altra versione della sedia da cucina Kai la seduta e lo schienale, avendo subito due lavorazioni differenti, sono l’una in metacrilato coprente e l’altro in metacrilato lucido. Un’altra seduta trasparente che sottolinea le infinite possibilità delle materie plastiche trasparenti è la Milano 2015. Scelta come simbolo dell’Expo che si terrà nel 2015, la sedia è un omaggio alle classiche sedute delle trattorie milanesi rivisitata in chiave moderna.
Il contrasto è voluto ed evidente: la sedia delle osterie, rigorosamente in legno, spesso dalle tinte scure ora è trasparente, lascia che la luce filtri attraverso di essa, colorandosi e colorando l’ambiente in cui si trova.

Questo può la plastica, che per definizione è morbida e malleabile, ma non solo: è trasparente, colorata e ben si presta a giochi di trasparenza ed opacità, giochi di luce ed abbinamenti cromatici  moderni ed attuali.

Salone del Mobile 2012, fantasticando

Milano la trasformista ha appena smesso gli abiti lussuosi della Fashion Week per prepararsi ad accogliere un’altra famosa “week”: la Design Week per eccellenza, il Salone Internazionale del Mobile 2012. Da qui ad aprile avremo modo di seguire i preparativi e le tendenze che la faranno da protagonista. L’edizione 2012 va in scena con oltre 2500 espositori su una superficie espositiva di più di 209.000 metri quadrati, l’anno scorso la Design Week ha ospitato 282.483 visitatori, di cui 177.964 provenienti dall’estero.
Un evento che mi fa pensare alle grandiose fiere mondiali ottocentesche, a quella Exposition Universelle che regalò al mondo il miracolo architettonico della Tour Eiffel, ad una città le cui vie si riempiranno di colori, forme, eventi, gente da ogni parte del mondo. Una favolosa Milano cosmopolita. O almeno questa è la Milano del Salone, o delle favole, Milano come la immagino io.
Ed è continuando ad immaginare che voglio raccontarvi il mio design preferito, quello che avrei voluto creare io se fossi designer, quello che porterei al “mio” salone del mobile.
Amo il legno, il suo profumo e la sensazione di casa che mi trasmette. Se è vero che il Salone ha la missione di rappresentare l’eccellenza della produzione del settore mobili e complementi, mi piacerebbe trovarci l’artigianato nella sua forma più pura. Mi piacerebbe trovare forme nuove e originali come quelle di Pencil, un tavolo in puro legno di rovere o noce che è anche una scultura. Mi ricorda la punta appena temperata delle matite che usavo a scuola.
Ma d’altronde il design nasce dalle esperienze del designer, dai suoi ricordi, dalla sua visione del mondo e della vita quotidiana. Sarà anche per questa ragione che spesso ripropone o rivisita gli oggetti che ci circondano: dei dadi per aprire le ante di una credenza che sembra appena uscita dalla bottega di un falegname, con la sua texture grezza e le forme ridotte al minimo; il sale ed il pepe ingigantiti ed usati come tavolini come in un’avventura di Alice nel Paese delle Meraviglie; un bosco di alberi multicolore travestiti da appendiabiti.
Oggetti che esprimono sensazioni, complementi che trasmettono messaggi silenziosi. Perché anche gli oggetti possono vivere di vita propria, almeno nel “mio” Salone del Mobile, dove anche una libreria può essere un albero mosso dal vento o un quadro di arte  contemporanea à la Fontana.
Questo è quello che mi aspetto dall’edizione 2012 del Salone del Mobile: fantasia e tradizione, arredi che riempiano le case che li ospitano di sensazioni e ricordi, mobili che portino il segno delle mani che li hanno creati. La ciliegina sulla torta? colore e fusione di culture, perché il Salone si possa chiamare davvero Internazionale.

Tutti possono comprare su ArredaClick, come dove e quando vogliono

Questa settimana è stata piena di piacevoli sorprese per lo Staff di ArredaClick.
In questi ultimi giorni di febbraio, oltre al clima improvvisamente e piacevolmente mite, abbiamo ricevuto due ordini molto particolari. Degni di nota non sono tanto gli acquisti in sé, bensì le persone che li hanno effettuati e con cui abbiamo avuto il piacere di parlare per telefono. Nella migliore tradizione giornalistica, userò i nomi reali senza naturalmente indicare i cognomi.

Chi ci conosce sa quanto sia vasto il catalogo di ArredaClick, eppure Lorenzo ci ha trovati, ha consultato il sito ed ha acquistato il suo mobile bagno personalizzato per un totale di quasi 2 mila euro. Fin qui nulla di strano penserete voi. La sorpresa è stata scoprire che Lorenzo ha fatto tutto quanto tramite il suo smartphone. Questa è stata da una parte la prova definitiva che il sito si visualizza perfettamente anche su dispositivi mobili, ma soprattutto ci ha confermato che comprare su ArredaClick è semplice, intuitivo e sicuro.

Spero che Lorenzo non me ne voglia, ma la nostra cliente preferita è stata la Signora Carla. Classe 1939, la brillante signora milanese ha comprato un divano letto moderno e ultra personalizzato.
La Signora Carla ha scelto tutto da sola, ha personalizzato il suo divano ed ha poi concluso l’acquisto contattando il nostro servizio clienti. La ringraziamo pubblicamente per il brio, la freschezza e la determinazione dimostrata, e speriamo che sia da esempio per tutti quelli che ancora guardano con timore alle opportunità offerte dai negozi online.

Possiamo davvero dire con una certa punta di orgoglio che tutti possono comprare su ArredaClick, come, dove, e quando vogliono!